Machu Picchu

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Città inca a 2.430 m di altitudine, iscritta all'UNESCO dal 1983: storia, siti imprescindibili e consigli per preparare la vostra visita da Cusco.

Arroccato a 2.430 metri di altitudine sulla Cordigliera delle Ande, ai confini della foresta amazzonica, il Machu Picchu è l'espressione più compiuta dell'urbanistica inca. Questa città di pietra, dimenticata per quasi quattro secoli, presenta un insieme coerente di templi, terrazzamenti agricoli e quartieri residenziali integrati nel paesaggio scosceso. Iscritto al Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1983, il sito è anche una delle Nuove 7 meraviglie del mondo, designate per voto popolare nel 2007.

Perché visitare Machu Picchu

Il sito combina diversi interessi rari: uno stato di conservazione straordinario delle strutture inca, uno scenario naturale spettacolare tra canyon andini e foresta subtropicale, e una lettura archeologica ancora in corso che alimenta regolarmente nuove ipotesi. A differenza di altri siti inca, Machu Picchu è scampato alle distruzioni della conquista spagnola, rendendolo una testimonianza preziosa dell'architettura imperiale del XV secolo. La visita si presta sia a un approccio storico che a un'esperienza di trekking, in particolare attraverso il Cammino Inca.

Storia

La fondazione della città è generalmente attribuita all'imperatore Pachacútec, a metà del XV secolo. Il territorio era precedentemente occupato dall'etnia Tampu dell'Urubamba, legata alla federazione Ayarmaca, e sfruttato per scopi agricoli. Sotto l'Impero, Machu Picchu ospita una popolazione variabile, compresa tra 100 e 300 abitanti, principalmente agricoltori mitmaqkuna spostati da diverse province. La coltivazione in terrazzamenti raggiunge qui un alto grado di sofisticatezza, completata dall'apporto di altri centri amministrativi come Patallacta e Quente. Una rete di otto cammini inca collegava l'insieme.

L'abbandono del sito si estende dal 1534 al 1572. Diversi fattori si susseguono: la guerra civile inca del 1531-1532, l'arrivo degli Spagnoli a Cuzco nel 1534, quindi la resistenza di Manco Capac II nel 1536 che richiama la nobiltà regionale verso la corte in esilio di Vilcabamba. Privata delle sue élite e del suo ruolo amministrativo, la città si svuota progressivamente, con i contadini spostati che tornano alle loro regioni d'origine.

Il sito viene riscoperto intorno al 1860 dal tedesco August R. Berns, che ne saccheggia reperti con il consenso delle autorità locali. È tuttavia l'archeologo americano Hiram Bingham, giunto sul posto nel luglio 1911 mentre cercava Vilcabamba, che fa conoscere Machu Picchu al pubblico internazionale. La sua opera Lost City of the Incas consolida la notorietà mondiale del sito.

Cosa vedere sul sito

Il santuario storico si estende su circa 32.592 ettari; la città stessa conta quasi 172 costruzioni divise tra una zona agricola (terrazzamenti di mais e patate) e una zona urbana che raggruppa gli edifici civili e religiosi.

  • La Piazza sacra: insieme cerimoniale che comprende il Tempio delle 3 finestre e il Tempio centrale, con un altare possibilmente dedicato ai sacrifici di lama.
  • L'Intihuatana: pietra scolpita che serve da calendario solare, utilizzata dagli Inca per anticipare le stagioni.
  • Il Tempio del Sole: edificio di pianta semicircolare dedicato al dio supremo del pantheon inca.
  • Il Tempio della Luna: scavato in fianco a scogliera sul versante dell'Huayna Picchu.
  • Il Palazzo reale: probabile residenza imperiale, identificabile dalla qualità della sua muratura.
  • La Casa del Guardiano: punto elevato da cui sono scattate le classiche fotografie panoramiche del sito.
  • La Porta del Sole (Inti Punku): soglia orientale che segna l'arrivo del trekking del Cammino Inca.

Due vette incorniciano la città. L'Huayna Picchu (2.700 m) offre una vista dall'alto sui terrazzamenti e il Tempio della Luna; la sua ascesa richiede una prenotazione diverse settimane in anticipo a causa dei contingenti. Il Cerro Machu Picchu (3.082 m), più alto e meno affollato, si apre sul canyon della Vilcanota, la cordillera Vilcabamba e il monte Salkantay.

Informazioni pratiche

L'accesso al sito è ora regolato da circuiti predefiniti e fasce orarie, con un contingente giornaliero che è evoluto negli ultimi anni (dell'ordine di diversi migliaia di visitatori al giorno, a seconda delle stagioni e degli itinerari scelti). Prenotate il vostro biglietto online diverse settimane in anticipo, soprattutto se mirate all'Huayna Picchu o a una fascia mattutina.

Prevedete in media 2-4 ore in loco per una visita confortevole, più se combinate con l'ascesa di una vetta. Una guida ufficiale è obbligatoria all'ingresso. Portate scarpe con buona aderenza, acqua, protezione solare e abbigliamento impermeabile: il clima può cambiare rapidamente.

Quando visitare

La regione conosce due stagioni marcate:

  • Stagione secca (maggio-settembre): cielo più sereno, sentieri praticabili, condizioni ottimali per il trekking. È anche il periodo di maggiore affluenza; luglio e agosto sono i mesi più frequentati.
  • Stagione umida (novembre-marzo): vegetazione lussureggiante, nebbie mattutine fotogeniche, ma piogge frequenti e rischi di smottamenti. Il Cammino Inca classico chiude a febbraio per manutenzione.

Aprile e ottobre costituiscono un buon compromesso: minore affluenza, meteo ancora stabile.

Come arrivare

Da Lima, l'itinerario più rapido combina un volo verso Cusco seguito da un treno fino ad Aguas Calientes (Machu Picchu Pueblo), ai piedi del sito. Una navetta in autobus assicura poi la salita fino all'ingresso.

Un'alternativa più economica consiste nel raggiungere Ollantaytambo in autobus o collettivo da Cusco, quindi imbarcarsi su un treno per Aguas Calientes. Diverse compagnie ferroviarie offrono diverse gamme di servizio.

Indipendentemente dal percorso, concedetevi almeno due giorni di acclimatazione a Cusco (3.400 m) prima della visita, poiché il mal di montagna acuto è frequente a questa altitudine.

Cosa vedere intorno

Machu Picchu fa parte di un insieme archeologico e naturale più ampio, che giustifica di prolungare il soggiorno nella regione di Cusco e nella Valle Sacra:

  • Chachabamba: sito inca di controllo situato su uno degli accessi al Cammino Inca breve.
  • Cocalmayo: fonti termali sottostanti, tappa di recupero apprezzata dopo il trekking.
  • Huchuy Qosqo: antica residenza reale inca nella Valle Sacra, accessibile con trekking.
  • Balcón del Diablo: belvedere naturale per appassionati di panorami andini.
  • Cusco Planetarium: introduzione all'astronomia inca, complemento culturale alla visita del sito.

Domande frequenti

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Domande frequenti

Sì, la prenotazione online è fortemente consigliata, diverse settimane prima della visita in alta stagione. I biglietti che includono l'Huayna Picchu o il Cerro Machu Picchu dispongono di contingenti più limitati e si esauriscono più velocemente.
Sì, l'accesso avviene con una guida ufficiale autorizzata all'ingresso del sito. Le visite seguono circuiti predefiniti e non consentono di tornare indietro.
Prevedete 2-4 ore in loco per il circuito classico, e mezza giornata supplementare se scalate l'Huayna Picchu o il Cerro Machu Picchu.
La stagione secca, da maggio a settembre, offre le migliori condizioni di visita. Aprile e ottobre rappresentano un buon equilibrio tra meteo favorevole e affluenza moderata.
Il sito stesso si trova a 2.430 m, ma vi si accede generalmente da Cusco (3.400 m). Un'acclimatazione di due-tre giorni a Cusco o nella Valle Sacra è consigliata.

Organizzare il vostro viaggio

Machu Picchu si scopre idealmente nel contesto di un circuito che include Cusco, la Valle Sacra e, secondo i vostri desideri, l'Altiplano o l'Amazzonia peruviana. Per costruire un itinerario personalizzato, consultate i nostri viaggi in Perù.

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